La scorsa settimana, nel post “Incendi, conoscerne le cause per prevenirli al meglio” abbiamo descritto le origini e i processi di attivazione e diffusione di un focolaio. Abbiamo visto come, essere consapevoli degli effetti scatenanti e dei fattori critici, possa agevolare la prevenzione e il contenimento del fenomeno.
Parimenti, conoscere gli effetti della combustione sull’uomo può essere fondamentale per gestire con maggior consapevolezza e tempestività le operazioni di esodo e l’intervento dei sanitari.

I principali effetti della combustione sull’uomo

I principali effetti di un incendio sull’uomo sono quelli provocati dai prodotti della combustione che sono essenzialmente quattro: fiamme, fumo, calore e gas di combustione.
Oltre alle fiamme, i cui danni sono assolutamente evidenti, gli altri tre elementi possono generare differenti situazioni di pericolo per l’uomo:

anossia per mancanza di ossigeno;
azione tossica dei gas di combustione;
azione termica del calore sviluppato.

Contrariamente a quanto si crede, i rischi maggiori per la salute delle persone derivano più che dalle fiamme o dal calore, dalla tossicità dei gas e del fumo e dalla carenza di ossigeno che viene consumato durante il processo di combustione. Vediamo, dunque, quali sono i gas generati più comunemente in caso di incendio e quali sono i loro effetti sull’uomo.

Gas di combustione più comuni e relativi effetti dannosi

Uno dei gas di combustione più comuni è il monossido di carbonio che si sviluppa soprattutto in incendi covanti in ambienti chiusi ed in carenza di ossigeno. Esso risulta particolarmente pericoloso perché è incolore, inodore e non irritante, ma ha un elevato livello di tossicità. L’assorbimento avviene per via polmonare e genera sintomi quali cefalea, nausea, vomito, palpitazioni, debolezza e tremori muscolari, sintomi che si avvertono già dopo poche ore e con un basso livello di concentrazione.

Un altro gas molto presente è l’anidride carbonica che, pur non essendo tossico, è pericoloso perché è un gas asfissiante. Esso, infatti, si sostituisce all’ossigeno dell’aria e accelera e stimola il ritmo respiratorio progressivamente. Più anidride carbonica si inala, più si abbassa il livello di ossigeno nel sangue, con conseguente torpore e perdita di conoscenza, fino ad arrivare al soffocamento.

Infine, in caso di combustioni di lana, seta, materie plastiche contenenti resine di vario tipo, si possono sviluppare modeste quantità di acido cianidrico. Esso, contraddistinto da un caratteristico odore di mandorle amare, penetra per via inalatoria, cutanea e digerente, provocando sintomi quali aumento dei battiti cardiaci, affaticamento, accelerazione della respirazione, arrossamento cutaneo, cefalea e ipersalivazione. In casi estremi genera grave sofferenza funzionale del cuore e del sistema nervoso centrale.

Gli effetti nocivi causati dal calore

Sebbene, come anticipato, in caso di incendio i danni maggiori derivino dal rilascio di gas, anche il calore produce effetti nocivi per la salute delle persone. In particolare, esso causa disidratazione dei tessuti, difficoltà o blocco della respirazione e scottature. La temperatura dell’aria massima sopportabile sulla pelle è di circa 150 °C, valore che si riduce drasticamente in caso di presenza di vapore acqueo.
L’irraggiamento, inoltre, può generare ustioni che sono notoriamente classificate in I, II e III grado in base alla loro profondità.

Questa panoramica degli effetti della combustione sull’uomo ha lo scopo di generare conoscenza e prontezza di reazione in caso di emergenza. Sebbene la prima cosa da fare in caso di incendio sia quella di chiamare i soccorsi e allontanarsi quanto prima dalle fiamme, può essere utile proteggere le vie respiratorie con un panno umido e procedere tenendosi bassi, visto che fumo e calore tendono ad andare verso l’alto.

A monte di tutto questo, la strategia migliore per proteggere la nostra salute è quella di dotarsi di sistemi di prevenzione e protezione antincendio, non solo quando lo impone la normativa, ma in ogni situazione che presenti dei rischi concreti.

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